Uscita dal regime forfettario: limiti di ricavi, lavoro dipendente e altre cause

Aggiornato a ottobre 2026.

L’uscita dal regime forfettario avviene in tre casi: quando si superano i limiti di ricavi o compensi, quando si perde un requisito e quando subentra una causa di esclusione. Il momento dell’uscita cambia in base al motivo.

Con ricavi o compensi tra 85.000 e 100.000 euro il regime continua fino a fine anno e cessa dall’anno successivo. Oltre 100.000 euro il regime cessa subito, e l’IVA è dovuta a partire dall’operazione che fa superare il limite.

Limite di 85.000 euro: si esce dall’anno successivo

Se in un anno i ricavi o compensi superano 85.000 euro ma restano sotto 100.000 euro, il superamento non pregiudica la permanenza nel regime in quell’anno. L’uscita avviene dall’anno successivo, con l’applicazione delle regole ordinarie di IVA e imposte sui redditi.

Il limite si riferisce a ricavi o compensi ragguagliati ad anno: chi inizia l’attività in corso d’anno ricalcola l’importo su base annua.

Limite di 100.000 euro: si esce subito

Il superamento di 100.000 euro comporta la cessazione immediata del regime forfettario. Conta l’incasso, non l’emissione della fattura: l’incasso che porta oltre il limite è la linea di demarcazione tra regime forfettario e regime ordinario.

Da quell’operazione è dovuta l’IVA. La fattura che fa superare il limite, se emessa contestualmente all’incasso, deve esporre l’IVA a debito. Se l’incasso arriva dopo l’emissione, la fattura va integrata con l’IVA.

Calcolatrice e documento sulla scrivania per controllare i ricavi incassati del forfettario
Foto: Bia Limova, Pexels

Reddito da lavoro dipendente: il limite di 30.000 e 35.000 euro

Non può restare nel forfettario chi nell’anno precedente ha percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro. Per gli anni 2025 e 2026 il limite è elevato a 35.000 euro.

La verifica non si applica se il rapporto di lavoro è cessato nell’anno precedente, salvo che nello stesso anno sia stato percepito un reddito da pensione o da un altro rapporto di lavoro dipendente.

Altre cause di esclusione dal regime forfettario

Il regime forfettario non si applica, tra gli altri, a:

  • chi si avvale di regimi speciali IVA;
  • alcuni soggetti non residenti;
  • chi cede in modo prevalente fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;
  • chi partecipa a società di persone o controlla Srl con attività riconducibili a quella esercitata;
  • chi svolge l’attività prevalentemente nei confronti di ex o attuali datori di lavoro.

C’è anche un limite sulle spese: quelle per lavoro accessorio, lavoro dipendente e collaboratori non devono superare 20.000 euro lordi. L’elenco è riassuntivo e ogni caso va controllato sulla propria situazione con un commercialista.

Cosa cambia dopo l’uscita dal forfettario

Dopo l’uscita si applicano l’IVA ordinaria, con liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale, e le imposte sui redditi del regime semplificato o ordinario. Per confrontare i regimi usa la tabella forfettario, semplificato e ordinario.

All’uscita si ha diritto alla rettifica dell’IVA non detratta in regime forfettario, limitatamente ai beni e servizi non ancora ceduti o utilizzati e ai beni ammortizzabili entro quattro anni dall’entrata in funzione (dieci per i fabbricati).

Se si superano 85.000 euro nel 2026, la rettifica si espone nella dichiarazione IVA relativa al 2027. Se si superano 100.000 euro nel 2026, si espone nella dichiarazione relativa al 2026.

Domande frequenti

Cosa succede se supero 85.000 euro nel regime forfettario?

Se i ricavi o compensi superano 85.000 euro ma restano sotto 100.000 euro, il regime continua nell’anno del superamento e cessa dall’anno successivo.

Cosa succede se supero 100.000 euro?

Oltre 100.000 euro il regime cessa subito, dall’incasso che fa superare il limite. L’IVA è dovuta a partire da quell’operazione.

Il limite si calcola sulle fatture emesse o sugli incassi?

Per il limite di 100.000 euro conta l’incasso, non l’emissione della fattura. L’incasso che porta oltre il limite segna il passaggio al regime ordinario.

Un lavoratore dipendente può usare il regime forfettario?

Un lavoratore dipendente può usare il forfettario se nell’anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente e assimilati fino a 30.000 euro, limite elevato a 35.000 euro per il 2025 e il 2026. Esistono altre cause di esclusione da verificare caso per caso.

Si può tornare al regime forfettario dopo averlo lasciato?

Il regime forfettario è il regime naturale di chi ha i requisiti, che si verificano con riferimento all’anno precedente. Chi ha scelto il regime ordinario resta in quell’opzione per almeno tre anni, mentre chi era in contabilità semplificata può passare al forfettario senza attendere il triennio.

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FiscoClic è uno studio di commercialisti con sede a Telese Terme (BN) che assiste a distanza partite IVA in tutta Italia. Un commercialista dedicato controlla ogni anno incassi e requisiti, così sai in anticipo quando ti avvicini ai limiti.

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Carmine Passante

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